

Una cifra pari a 9 milioni di euro, la maggior parte appartengono all’imprenditore veronese Chiavegato. In venti sono indagati
La Direzione investigativa antimafia, insieme alla Guardia di Finanza di Verona, hanno scoperto una lunga lista di fatture false emesse da società che operano nella nostra Provincia, tra il 2013 e il 2020. Una cifra pari a 9 milioni di euro. La maggior parte di questi soldi, appartengono all’imprenditore veronese 63enne, Giorgio Chiavegato, ora in carcere con le accuse di associazione a delinquere finalizzata all’emissione di fatture false e per dichiarazioni fraudolente. Le altre persone coinvolte e in carcere sono Pasquale e Francesco Riillo originari di Isola Capo Rizzuto e il 70enne Pier Domenico Sighele di Rovereto. Sono indagati a piede libero invece, altri quindici veronesi, tra i quali alcuni stretti collaboratori di Chiavegato al centro dell’inchiesta con la sua società, l’Eurocompany group Srl. A far scatenare il blitz della Guardia di Finanza sono state le dichiarazioni di due persone coinvolte che si sono pentite: Domenico Mercurio e Giuseppe Giglio. I controlli e gli approfondimenti investigativi infine, hanno permesso di riscontrare concreti elementi che suggeriscono un’effettiva presenza di elementi di contiguità con la ’ndrangheta in alcune delle imprese.
foto: Sole 24 ore