

SARA SIMEONI, DUE METRI SOPRA IL CIELO Nella foto: Sara SIMEONI Festival dello Sport Palazzo della Regione Trento, 24 settembre 2022
L’altista veronese, al Festival dello sport di Trento, ha rivissuto le proprie Olimpiadi con tanti episodi curiosi
Pochi salti sono risultati così scolpiti nell’immaginario popolare, sempiterni, come quello di Sara Simeoni, a Mosca nel 1980. Sara ha oggi mantenuto intatto un appeal e una capacità di raccontare lo sport, non solo il ‘suo’ il salto in alto, come pochi. A Trento, sala della Regione stracolma dunque per ascoltare l’atleta veronese e per ricordare quei suoi “due metri sopra il cielo”. Nel 2014 il Coni l’ha nominata donna del secolo per lo sport italiano. L’atleta ricorda la prima Olimpiade a Monaco nel 1972: “Rimasi folgorata da quel villaggio olimpico, c’era un’atmosfera fantastica. Sentivi di fare parte di un evento eccezionale. Arrivai sesta, migliorandomi molto e intuendo che sognare un podio futuro non era impossibile. Il sogno venne rovinato dall’attentato tragico contro Israele, nazione vicina a noi, visto che le squadre venivano sistemate in ordine alfabetico”. In quelle settimane cambia allenatore, scegliendo Erminio Azzaro, che poi diventerà suo marito. Il 1978 è stato un anno magico per lei che ha realizzato per 2 volte il record mondiale. Poi, quattro anni dopo a Los Angeles, Simeoni conquista un magnifico argento che è arrivato contro ogni previsione, per via di malanni ad un tendine. Il suo primato italiano ha resistito sino al 2007.