

Dei 15.416.000 milioni di euro previsti, a Verona non arriverà nulla. Impossibile puntare anche su stipendi più ricchi per attrarre personale
100 euro l’ora ai dirigenti medici che si rendono disponibili per attività aggiuntive nei Pronto soccorso ed esternalizzazione a tariffe sempre non superiori alla stessa cifra. E’ questo quanto previsto dai due accordi sottoscritti dalla Regione Veneto per fronteggiare l’emergenza dei Pronto soccorso. Dei 15.416.000 milioni di euro complessivi previsti però, a Verona non arriverà nulla perché quei fondi riequilibreranno i compensi dei medici dell’Azienda ospedaliera di Padova e delle Ulss 6 e 2 che ha compensi molti più bassi. Nel nostro territorio era già stata attivata una misura per fronteggiare sia la carenza di personale, sia l’aumento dei tempi di attesa. Il 23 luglio scorso, ad esempio, alcuni pazienti geriatrici hanno dovuto aspettare 18 ore prima di essere visitati. A questo, si aggiunge anche una saturazione dei posti letto disponibili negli ospedali. In quello di Legnago ad esempio, sospesi per 2 giorni i ricoveri programmati. Impossibile quindi per l’Ulss 9, puntare su stipendi più ricchi per attrarre personale. Si resta dunque con situazioni gravi.