

Forte aumento di sinistri nel 2021, ma ancora sotto il livello del 2019
La ripresa della mobilità stradale dopo i periodi di limitazione decretati a partire da marzo 2020 per contrastare la diffusione del virus SARS-COV-2 non poteva che riservarci un aumento dell’incidentalità. Come il 2020 vide una drastica diminuzione di incidenti rispetto al 2019 così il 2021 ne registra un forte aumento rispetto al 2020 pur rimanendo sotto il livello del 2019. Si deve tuttavia osservare che tale calo rispetto al 2019, anno di riferimento individuato da Istat per gli obiettivi UE di riduzione del fenomeno al 2030, debba ancora scontare le ultime restrizioni e la fase di riavvio della mobilità e delle attività inerente almeno il primo trimestre 2021. Su tale periodo infatti, dai dati veneti, si osserva una minore incidentalità sul primo trimestre 2019 (-34,2%). I costi sociali stimati del fenomeno per il 2021 hanno inciso sulla popolazione veneta per 1,3 miliardi di euro, poco oltre lo 0,8% della stima del PIL veneto 2021, contro gli 1,4 miliardi del 2019 e il miliardo del 2020. Gli infortuni capitati agli utenti vulnerabili della strada, pedoni, ciclisti, motociclisti e, in genere, a quegli utenti che non sono protetti da un abitacolo, riguardano il 38,5% degli infortunati in Veneto. Ripartendo tra le due categorie le 285 vittime registrate nel 2021 gli utenti vulnerabili deceduti a seguito di coinvolgimento in un evento incidentale superano la metà (51,9%). Con l’espansione della mobilità elettrica leggera a partire dal II semestre 2020 sono state introdotte le informazioni inerenti il coinvolgimento di biciclette e monopattini elettrici. Gli utenti di questi mezzi hanno concorso al 2,8% degli infortunati vulnerabili nel 2021 in sostituzione di quote di pedoni, ciclisti e ciclomotoristi. Le policies di mobilità stradale dovranno quindi prestare sempre più attenzione a questi mezzi che sembrano incidere per gravità e frequenza di infortunio stradale in modo maggiore rispetto alle modalità di mobilità sostituite.