

La manifestazione non si è svolta per ‘motivi di sicurezza’. In molti contestano la decisione
Il caso della pastasciutta antifascista, organizzata dall’Anpi al centro Casella di Bovolone e poi annullata, è “una vergogna”. A dirlo è Adelmo Cervi, 79enne figlio di Aldo, terzogenito dei sette fratelli Cervi fucilati dai fascisti al poligono di tiro di Reggio Emilia il 28 dicembre del 1943. La festa in paese organizzata per il 24 luglio, all’indomani della caduta del fascismo e dell’arresto di Mussolini, sarebbe stata la giusta occasione per festeggiare quella che al tempo, sembrava la fine del regime. La manifestazione però non si è svolta: il Comune non ha dato l’ok e a questo, si sono aggiunte anche le numerose polemiche sui social da parte del capogruppo di Fratelli d’Italia, Costantino Turrini, che ha sollevato le sue paure nel poter innescare problemi di ordine pubblico tra i partecipanti. Il signor Cervi non ci sta e sottolinea che le pastasciutte non sono state causa di disordine. Anzi, festeggiare quell’occasione significa anche ricordare a noi tutti che la libertà conquistata, è il frutto del sangue e delle vite spezzate di coloro che hanno lottato per difendere il nostro paese giorno dopo giorno.