

L’unica nota positiva che da un po’ più di speranza per il futuro, è Gnonto. Tutti bocciati e rimandati
Brutta e pesante sconfitta per l’Italia, la prima in Nations League. La Germania travolge gli azzurri per 5 reti a 2 e ora la squadra di Mancini, scivola al terzo posto del Gruppo 3, a 2 punti dall’Ungheria capolista che ha battuto 4 a 0 l’Inghilterra. Un ko così pesante con i tedeschi mancava da più di 80 anni: era il 26 novembre 1939, la Germania vinse 5-2, dominando la squadra di Vittorio Pozzo a Berlino. Se vogliamo essere un po’ più specifici, l’Italia non subiva 5 o più gol in un solo match dal 1957, quando la Jugoslavia le rifilò un 6-1 nella Coppa Internazionale. Al di là dei dati e dei numeri, la partita di ieri sera passerà alla storia come uno dei più brutti passi falsi della nostra Nazionale. Ma ricostruiamo la partita: il ritmo è stato subito coinvolgente, in pochi istanti si creano già due palle goal, una per parte. Prima i tedeschi con Sanè, poi per gli azzurri Raspadori. Dopo 10’, però arriva il vantaggio della formazione di Flick con Kimmich. Dimenticato dalla nostra difesa, controlla il traversone di Raum e batte Donnarumma. Al 47’ del primo tempo, in pieno recupero, Gundogan dal dischetto dopo un fallo ingenuo di Bastoni, sigla il doppio vantaggio tedesco. Nella ripresa, gli azzurri partono in quarta per cercare di accorciare il distacco, ma sul più bello, al 51’ arriva il tris firmato Muller. Finita qui? Assolutamente no. L’Italia accusa il colpo, cala d’intensità e concentrazione e in un minuto, si becca pure la doppietta di Werner, prima con il goal al 68’ e poi al 69’ su un erroraccio di Donnarumma con i piedi, non di certo la sua qualità migliore. E’ un’Italia irriconoscibile, che crea poco e sbaglia tantissimo. Certo, la Germania ha dettato lezioni di calcio per tutta la gara, ma per noi, non c’è davvero niente da salvare. Anzi, forse solo una cosa che ci fa ben sperare per il futuro: la prima rete in Nazionale di Gnonto che lo fa diventare il più giovane marcatore azzurro di sempre a 18 anni, sette mesi e nove giorni. In pieno recupero e prima del triplice fischio, Bastoni si fa perdonare il rigore procurato e segna il definitivo 5-2. Dopo 3 partite confortanti, la Germania ci ha riportato con i piedi per terra e alla nostra medriocre realtà. Hanno sbagliato tutti: Mancini in primis per la scelta di una formazione senza un equilibrio e forse anche troppo fragile. Il 4-1-4-1 con Cristante davanti alla difesa e un tridente mai incisivo, non hanno mai impensierito i tedeschi. Sbaglia anche Bastoni e non solo per il rigore procurato, ma per una prestazione ‘molla’ e sottotono, non da lui. Piovono molte critiche infine, nei confronti di Donnarumma. Nel post partita, l’ex portiere de Milan è stato soggetto a critiche da parte di una giornalista della Rai che ha sottolineato l’incapacità di saper giocare con i piedi. L’incertezza con i piedi, ricorda per certi versi quella commessa in Champions League con la maglia del Psg contro il Real Madrid. Insomma, tutti bocciati tranne uno: Wilfried Gnonto, l’unico giocatore che dà speranza al futuro azzurro. L’auspicio è che possa diventare un pilastro del nuovo corso.