

I poliziotti hanno accompagnato i profughi dal territorio in guerra fino in Italia
Ancora nessuna buona notizia sul fronte Russia-Ucraina, ma nel frattempo la solidarietà che si è manifestata in questi mesi è stata una cosa che ha toccato il cuore di molti. La città di Verona si è sempre posta in prima linea in questo periodo e anche la Polizia Penitenziaria di Verona ha svolto e sta svolgendo tutt’ora un importante ruolo nell’aiutare il popolo ucraino colpito dalla guerra. Proprio per questo motivo il Comune ha voluto riconoscere l’operato di otto agenti, che hanno svolto due missioni in Ucraina portando viveri e accompagnato in Italia 36 profughi. Ad ognuno degli agenti Mariano Sacco, Domenico Nicastro Di Nunzio, Salvatore Vallone, Gennaro Luise, Vito Cataldo, Matteo Cantarini, Ivan Caforio, Andrea Spigariol e alla comandante di reparto Lara Boco (a nome di tutto il Corpo) sono state consegnate delle pergamene. Questa la motivazione: “In segno di riconoscenza per la generosa dedizione con la quale ha portato aiuto al popolo ucraino. Con passione e encomiabile spirito di servizio ha reso possibile la consegna di cibo, medicinali, coperte e vestiti a quanti hanno dovuto abbandonare la propria casa e ha portato in Italia donne e bambini salvandoli dalla guerra”. A consegnare le pergamene sono intervenuti il sindaco e il consigliere comunale presidente della Commissione Politiche Sociali. Sboarina dichiara che sono tante le cose che lo rendono orgoglioso di fare il Sindaco, ma su tutte è vedere che, in un momento di difficoltà, nella comunità c’è qualcuno che si mette gratuitamente a disposizione in qualsiasi modo. Durante la pandemia il motto della città di Verona, che avevo fatto proiettare su Palazzo Barbieri, è stato “Verona è forte. Ce la faremo”. Una frase che non si è spenta ma che continua a riassumere l’atteggiamento della nostra città scaligera, di solidarietà e attenzione a chi ha bisogno di aiuto.