

Protestano gli appassionati che chiedono al sindaco Nicotra di modificare i punti dell’ordinanza
A seguito della nuova ordinanza del sindaco Nicotra sul ripristino della possibilità di immersioni, Massimo Giorgetti, ex assessore regionale del Veneto e appassionato del mondo subacqueo, non ci sta e chiede a gran voce, un appuntamento con il Primo Cittadino per rivedere quanto è stato stabilito. All’interno della nuova ordinanza, che stabiliva anche un’unica zona in cui i sub potevano svolgere la loro attività, vi erano regole rigide: per le immersioni notturne, è necessario il possesso di apposito brevetto, per le immersioni normali serve la presenza di almeno una persona ogni 4 sub, in grado di effettuare manovre salvavita nel caso che ne fosse bisogno. Infine, tutti i sub dovranno essere in grado di fornire, al momento di un possibile controllo, brevetto, programma d’immersione e visita medica in stato di validità. Ciò che l’ex assessore Giorgetti contesta in quanto considerate forzature, sono la presenza di un responsabile di assistenza di superficie e il certificato medico. Le preoccupazioni del sindaco Nicotra sono comprensibili, ma la legge regionale definisce in modo inequivocabile le modalità e gli obblighi per praticare immersioni, il cui contenuto non è derogabile. I Comuni possono solo applicare queste normative, non di certo modificarle.