

Presentato dal ministro dell’interno Luciana Lamorgese
Si è appena concluso con il convegno ‘Prevenire le mafie nell’economia. L’esperienza del progetto Consulta della legalità di Verona’ alla presenza del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il primo ciclo di formazione sulla prevenzione e il contrasto alle mafie e alla corruzione. Un percorso, durato diversi mesi, e che nel 2020 ha visto nascere, appunto, la Consulta della legalità: un progetto sperimentale che ha coinvolto gli attori istituzionali, economici, produttivi e sociali del territorio, con i quali è stato sviluppato un ciclo formativo per conoscere e capire le modalità con cui operano le mafie nel territorio veronese. Cinque webinar di due ore ciascuno, con una media di 80 partecipanti per volta e diciassette formatori coinvolti, provenienti dalle categorie produttive, dai sindacati, dal mondo bancario, finanziario e assicurativo, dalle prefetture, dalle forze di polizia, oltre che dalla rete degli Enti locali di Avviso Pubblico, dal mondo universitario e giornalistico. «Registriamo lo sviluppo di un modello criminale capace di maggiore fluidità organizzativa che ha legami non solo col narcotraffico, ma anche col mondo del lavoro e delle imprese. In questo senso stiamo lavorando per evitare che le risorse del PNRR vadano nelle mani sbagliate – chiarisce il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese -. Il fenomeno mafioso è un forte fattore di arretramento del sistema paese. Innanzitutto sotto il profilo economico perché incide sul corretto svolgimento delle dinamiche imprenditoriali e sulla libera concorrenza. E così facendo favorisce il lavoro irregolare e senza tutele».