

Ieri mattina è stato caricato un altro tir partito dal Quadrante Europa direttamente per l’Ucraina.
Nell’arco di una settimana Verona ha fatto arrivare nelle città di Leopoli, Solomonovo e nel campo sfollati al confine con la Romania 51 tonnellate di beni di prima necessità. Oltre 50 mila chili di prodotti. Un lavoro incessante quello della Protezione civile del Comune, soprattutto da quando il punto di raccolta scaligero è diventato uno dei tre hub nazionali per l’emergenza. Verona, ad inizio marzo, aveva immediatamente risposto all’emergenza ucraina riattivando l’Unità di Crisi allestita ad inizio pandemia. E aprendo il punto di raccolta di prodotti per la colletta di città e provincia. Il 10 marzo il centro è divento hub nazionale per il nord Italia di raccolta e stoccaggio dei beni di prima necessità su richiesta dell’Ambasciata ucraina, che ha contattato il sindaco per il tramite del senatore Urso, e il Ministero degli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale. Ieri mattina il senatore Adolfo Urso, presidente del Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, ha voluto assistere alla partenza del camion. Ad accompagnare il senatore, il sindaco Federico Sboarina, l’assessore alla Protezione civile Marco Padovani e il presidente del Consorzio Zai Matteo Gasparato. Insieme al comandante della Polizia locale Luigi Altamura, con il responsabile Davide Perazzoli. Presenti anche il vicepresidente di Veronafiere Matteo Gelmetti, il consigliere regionale Daniele Polato e il consigliere comunale e onorevole Ciro Maschio.