

Riscoprire il paesaggio della città, dei parchi e delle mura magistrali
Vari i relatori che recentemente hanno esposto, con interventi sintetici ma chiari ed esaustivi, le varie parti del programma del candidato sindaco Flavio Tosi che riguardano l’Adige, i parchi ed il paesaggio riepilogate nella brochure consegnata ai presenti. «Professionisti che con qualità e competenza – ha evidenziato Tosi – hanno contribuito a costruire una parte molto significativa del programma che stiamo presentando da qualche mese portando avanti le aspettative dei veronesi. Cittadini, imprese, associazioni, rappresentanze di categoria si aspettano che i candidati e le loro squadre presentino delle proposte fattibili con risorse pubbliche del Comune di Verona ma anche dei fondi del PNRR che in larghissima parte devono ancora planare a livello nazionale, regionale e locale». Il coordinatore del gruppo di lavoro, arch. Gian Arnaldo Caleffi, esperto in pianificazione urbanistica e paesaggio ha esordito ponendo l’attenzione sul «tema dell’Adige come unità di paesaggio non è un fatto puramente contemplativo. Pensiamo che l’Adige possa e debba essere riqualificato potenziando la sua godibilità da parte dei veronesi e gli stessi parchi abbiano bisogno di un aggiornamento poiché risalenti ad una impostazione di decenni fa. Il corso del fiume lambisce anche il territorio più propriamente urbano. Abbiamo individuato la porzione che sta sul lungadige Galtarossa che va ripensata». Sul capitolo ‘Vivere l’Adige’ il dott. Lorenzo Soave, veronese che vive a Roma, esperto nella valorizzazione del patrimonio artistico, direttore e docente di un master in Beni Culturali, direttore dei Musei Civici di Pinerolo, ha posto l’accento su quello che per molti è un corso d’acqua che attraversa la città che «in passato è stato una via commerciale di comunicazione, una barriera difensiva e anche un luogo di vita e di lavoro. Nel progetto abbiamo immaginato di riportare l’Adige nella vita dei veronesi attraverso una serie di iniziative che si rivolgano alla socialità, all’intrattenimento e al recupero della memoria storica e all’arte. Un riferimento interessante per il primo aspetto è “lungo il Tevere” che si svolge da 20 anni a Roma lungo le rive del fiume animando la vita notturna con barconi galleggianti, degustazioni e iniziative che non richiedono contributi pubblici perché si autofinanziano. Per il secondo abbiamo ipotizzato 2 opere suggestive: la ricostruzione di un antico mulino come quelli che popolavano l’Adige attraverso un’interpretazione contemporanea cioè la realizzazione di un’opera metallica il cui riferimento ci porta all’artista Edoardo Tresoldi; reinterpretazione in chiave moderna dell’organum che era probabilmente una costruzione di epoca romana alimentata dall’acqua che producevano suoni che scandivano le ore del giorno». Sono seguiti molti altri interventi su interessanti temi.