

Tre primari intervengono sui pericoli che le polveri potrebbero causare alla salute umana
L’impianto di trattamento dei rifiuti di Cà del Bue, è ancora al centro di polemiche. Questa volta, è la medicina a scagliarsi contro le sostanze inquinanti dell’inceneritore che scaricherà 116 mila metri cubi all’ora di aria e polveri. Andrea Bonetti, primario di oncologia dell’Ulss9, insieme al dottor Claudio Michelotto primario di pneumatologia e il dottor Emanuele Carbonieri ex primario di cardiologia, sono tutti e tre residenti nel Comune lupatotino e sottolineano le pesanti conseguenze che l’inquinamento dell’aria avrebbe non solo sull’ambiente, ma anche sulla salute umana. I primari, hanno così deciso di rendere pubblici i dati e le informazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica, finalizzati alla riduzione dell’inquinamento atmosferico. Pericolosissime per la salute sono le particelle sottili, il monossido di carbonio, il biossido di azoto e il diossido di zolfo perché penetrano nella circolazione sanguigna tramite i polmoni. Per l’Italia, i dati dell’Oms riguardanti l’inquinamento da Pm 2.5, riportano per l’anno 2016, una concentrazione media annuale di circa 15 microgrammi per metro cubo, ben al di sopra del limite consigliato di 5 microgrammi per metro cubo. Queste polveri hanno già causato la morte di 50 individui ogni 100.000 abitanti: 22 a causa di cardiopatie ischemiche, 10 a causa di ischemia cerebrale, 8 a causa di broncopneumopatie, 6 per cancro ai polmoni e 4 per polmoniti.