

Difficile reperire materiali edili e quindi i progetti vengono archiviati. Ci si dovrà accontentare dei plessi esistenti
I prezzi sono ormai alle stelle e se a questo, ci si aggiunge la difficoltà nel reperire materiali edili, ecco che la strada per il destino delle opere pubbliche, diventa in salita. Ma andiamo con ordine. A Negrar di Valpolicella, così come ad Affi, nell’entroterra gardesano, le amministrazioni comunali avrebbero voluto portare a casa edifici scolastici nuovi di zecca, cosa però impossibile a causa della maxi stangata provocata dalla crisi energetica. Uno scenario davvero preoccupante. Un esempio? Il comune di Affi, ha ricevuto un contributo del ministero dell’Istruzione pari a 1.121.658 euro, per un appalto di 2 milioni e 600 mila. Qui, la società che si era aggiudicata i lavori, ha rinunciato perché la spesa da sostenere, è lievitata di molto. La situazione non è diversa a Negrar che ora, rischia di dover rinunciare all’opera per l’impossibilità di proseguire con la progettazione. I costi sono destinati ad aumentare ancora, mettendo in ginocchio la redditività delle imprese italiane e la loro sopravvivenza.