A cura di Claudio Gasparini
Federica vive i suoi 50 anni carichi di vita e curiosità a Valgatara in Valpolicella ma è nata a Verona in una famiglia di contadini numerosa. Erano in sette, tre sorelle, due nonni paterni, mamma e papà che lavorava nella campagna che circonda Villa Are dove ha trascorso la sua infanzia. Fantasticava, immaginava di trovare cose nuove, la natura l’affascinava e cresceva la sua fantasia. Con il tempo il padre cambia casa e all’età di sedici anni Federica va ad abitare a Zevio. Inizia un percorso scolastico per approfondire la passione per la pittura. Dal Liceo Artistico a Verona all’Accademia di Venezia. “Una bellissima esperienza, importante dove ho potuto sperimentare nuove tecniche e confrontarmi anche con ragazzi studenti che venivano dall’estero, cosa a me nuova, straordinaria”. Inizia ad avere una visione più ampia dell’arte pittorica conoscendo altri artisti in particolare dell’Associazione culturale di Verona, la Macia de Color della quale è socia da 21 anni. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali condividendo e osservando quanto il rapporto tra artista e pubblico sia coinvolgente e non a senso unico. Non vive di arte ma è riuscita negli anni a mantenere spazio e tempo per concorsi, mostre personali, per laboratori creativi per bambini sotto agli ulivi in mezzo sempre alla natura, ad un cielo aperto perché “così identifico il sapore della semplicità e della bellezza dell’arte immersa in altrettanta bellezza”. Amando la vita ricerca sempre luce e colore e per questa forma coloristica ha sempre avuto grandi soddisfazioni. “Colpisce e gratifica quando la gente esce da una mia mostra personale trovando positiva e allegra l’esposizione, capace di rievocare ricordi e percezioni di visioni. L’immaginazione e la leggerezza devono regalare motivo di ritorno al bello, al sentire accanto alla natura e a non smettere mai di regalarci un sogno”. In una vita piena di significato Federica trova lo spazio anche per gli hobby, il teatro, “un altro mondo dove c’è grande creatività e una grande capacità di espressione legata al corpo, alla voce, alle scenografie” e la montagna dove tutto il suo essere, vivace, carico di energia si riposa. L’affascina il colore che assume sfaccettature diverse in base alla luce che colpisce l’interno dei boschi dove cammina. Qui si perde con il pensiero e si nutre di nuove ispirazioni. Fin da piccolina la montagna ha avuto un ruolo importante nella sua vita. “Ero una bambina solitaria e nei boschi entravo in un mondo magico che porto ancora con me e a cui con rinuncio. Sono aperta al mondo, mi piace stare in mezzo alla gente, osservarla, dialogare ma c’è un’altra Federica che ama anche ricavarsi questi spazi intimi legati sempre alla natura, lì sono nata e non posso che amarla”.