

Caldo estremo, Slc Cgil Veneto: poste italiane applichi ai portalettere le stesse tutele previste per i rider.
Le temperature eccezionali che stanno interessando il Veneto impongono a tutti i datori di lavoro un’assunzione piena delle proprie responsabilità nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Con l’Ordinanza del Presidente della Regione n. 71 del 1° luglio 2026 è stato esteso anche ai lavoratori addetti alla consegna di beni per conto altrui in ambito urbano mediante velocipedi o veicoli a due ruote il divieto di svolgere attività lavorative dalle ore 12.30 alle ore 16.00, nei giorni in cui il sistema Worklimate segnala un livello di rischio ‘ALTO’.
La motivazione dell’Ordinanza è estremamente chiara: tali lavoratori operano prevalentemente all’aperto, sono esposti per lungo tempo alla radiazione solare e non hanno la possibilità di sottrarsi alle condizioni climatiche più critiche. Nicola Atalmi, Segretario generale Slc Cgil Veneto: “Quella citata nell’ordinanza è esattamente la condizione nella quale operano quotidianamente anche migliaia di portalettere di Poste Italiane. Dal punto di vista dell’esposizione al rischio non esiste alcuna differenza sostanziale tra un rider che consegna un bene e un portalettere che recapita corrispondenza e pacchi. Entrambi svolgono la propria attività sulle strade, spesso utilizzando biciclette o motocicli, per molte ore consecutive e sotto il sole, affrontando le medesime condizioni climatiche e il medesimo rischio di stress termico. Per questo motivo la Slc Cgil Veneto ritiene che Poste Italiane non possa considerarsi estranea ai principi e alle finalità delle ordinanze regionali e che sia tenuta ad applicare ai portalettere misure organizzative e di tutela almeno equivalenti a quelle previste per le attività di consegna espressamente richiamate dalla Regione. Nel nostro settore si sono già verificati casi gravissimi e un colpo di calore occorso a un portalettere è stato riconosciuto dall’INAIL come infortunio sul lavoro. È la dimostrazione concreta che il rischio esiste ed è tutt’altro che ipotetico.” La Slc Cgil Veneto diffida pertanto Poste Italiane dal sottovalutare il rischio derivante dalle ondate di calore e chiede l’immediata adozione di tutte le misure organizzative necessarie a garantire la salute dei lavoratori, compresa la rimodulazione delle attività di recapito nelle fasce orarie più critiche, l’applicazione delle indicazioni del sistema Worklimate, l’incremento delle pause, la disponibilità costante di acqua e ogni ulteriore misura prevista dalle Linee di indirizzo regionali. “Rivolgiamo infine un appello al Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, affinché promuova un’interpretazione coerente delle ordinanze emanate – conclude Atalmi – Se la Regione ha giustamente riconosciuto che chi effettua consegne in ambito urbano deve essere protetto durante le ondate di calore, non vi è alcuna ragione oggettiva perché tale tutela non venga riconosciuta anche ai portalettere di Poste Italiane, che svolgono un’attività analoga sotto il medesimo sole e affrontano gli stessi rischi per la salute. La tutela della vita e della salute dei lavoratori non può dipendere dal tipo di bene che viene consegnato”. Alice Carlon – Ufficio Comunicazione CGIL Veneto