

Niente medico turistico sul lago.
«Il Comune di Garda esprime forte preoccupazione per la mancata attivazione del servizio di assistenza sanitaria di base ai turisti per la stagione estiva 2026, come comunicato ufficialmente dall’ULSS 9 Scaligera ai Comuni interessati del territorio gardesano. La nota dell’Azienda sanitaria informa infatti che, a conclusione delle procedure di reclutamento dei medici, sono pervenute disponibilità insufficienti per attivare il servizio: appena tre unità complessive a fronte di un fabbisogno di dieci medici a tempo pieno. Una situazione che rende impossibile garantire il cosiddetto ‘medico turistico’ nelle località a maggiore afflusso del Lago di Garda veronese, della Baldo-Garda e della Lessinia. Per il sindaco di Garda, Davide Bendinelli, si tratta di una criticità grave per un territorio che ogni anno registra oltre 10 milioni di presenze turistiche.
“Un territorio come il Lago di Garda veronese – dice Bendinelli – che rappresenta uno dei principali poli turistici italiani ed europei, non può trovarsi privo di un servizio sanitario dedicato ai visitatori proprio nel momento di massima affluenza. Non è un servizio all’altezza dell’importanza e dei numeri del nostro territorio”. Secondo quanto comunicato dall’ULSS 9, i turisti che necessiteranno di assistenza sanitaria dovranno rivolgersi ai medici di medicina generale negli orari di apertura degli ambulatori, alla continuità assistenziale o alle altre strutture sanitarie presenti sul territorio. “Il rischio concreto – prosegue Bendinelli – è quello di trasferire il problema sui medici di famiglia, già fortemente impegnati nell’assistenza ordinaria, e sul Pronto Soccorso di Peschiera del Garda, che durante l’estate opera già in condizioni di grande pressione. Una situazione che rischia di creare disagi non solo ai turisti, ma anche ai residenti”. Il sindaco sottolinea inoltre come i Comuni avrebbero voluto essere coinvolti nella ricerca di possibili soluzioni. “Se i Comuni fossero stati coinvolti per tempo -aggiunge Bendinelli- avremmo potuto valutare forme di collaborazione o sostegno per mantenere un servizio fondamentale. La tutela sanitaria in un territorio turistico non è un tema secondario: è un elemento essenziale della qualità dell’accoglienza e della sicurezza di cittadini e visitatori. Credo che questo sia un disservizio inaccettabile».