

‘Bianchi coi bianchi’
«Verona, zona stadio. Appaiono degli adesivi con una coppia bianca sopra una lavatrice e lo slogan ‘bianchi coi bianchi’. Apriti cielo. Cittadini e politici gridano al razzismo e al fascismo, attivando i motori dello sdegno al massimo dei giri. Un’accusa che, a uno sguardo più profondo, appare priva di reale fondamento. In primo luogo, riconoscere le peculiarità, le pluralità delle razze (non ancora scomparse dai dizionari!) e le differenze tra i popoli non significa discriminare, bensì prendere atto della realtà: pretendere di uniformare tutto equivale a voler lavare i capi colorati insieme a quelli candidi, col solo risultato di rovinare entrambi. In secondo luogo, la libertà di pensiero e l’espressione delle proprie preferenze costituiscono i pilastri fondamentali di una società aperta. Così come ognuno è libero di manifestare inclinazioni personali nella vita di tutti i giorni, nella scelta dei beni o nelle proprie passioni, allo stesso modo la predilezione per la tutela delle proprie radici non dovrebbe essere automaticamente etichettata come un atto di ostilità. Nessun cittadino dovrebbe subire patenti di intolleranza o processi alle intenzioni solo per aver espresso una visione identitaria. In fin dei conti, il vero rischio non risiede in un adesivo provocatorio, ma nell’incapacità di gestire la complessità sociale con equilibrio. Tutto il resto è solo l’ennesima polemica strumentale, alimentata da chi preferisce l’indignazione di facciata al confronto reale».Gianni Toffali