

“Ore di puro panico nei salotti della sinistra progressista europea. Lo spoglio delle ultime elezioni in Germania ha decretato il trionfo dell’Alternative für Deutschland (AFD), scatenando l’immediata attivazione del protocollo d’emergenza standard: il Grande Allarme Democratico. I talk show sono unanimi: i carri armati della Wehrmacht sono già virtualmente parcheggiati sotto la Porta di Brandeburgo. L’ufficio complicazioni geopolitiche della sinistra ha dovuto fare gli straordinari per gestire un piccolo, trascurabile paradosso temporale. Pare infatti che esista una sottile, ma fondamentale, differenza geografica nell’applicazione del ‘Fascistometro’. Per aiutare i militanti confusi dalle complessità del mondo multipolare, i principali think-tank progressisti hanno rilasciato una comoda guida pratica per distinguere il ‘Nazismo Cattivo’ dal ‘Nazismo Democratico ed Europeo’. A) Il Nazismo Cattivo (Modello Tedesco): si manifesta quando i cittadini votano l’AFD a causa dell’inflazione, della deindustrializzazione o della gestione migratoria. In questo caso, la presenza di elementi radicali nel partito definisce l’intero elettorato come un’orda nostalgica. B) Il Nazismo di Cortesia (Modello Kiev): si attiva invece quando si parla del governo ucraino e dei suoi battaglioni ufficiali, storicamente decorati con rune della Seconda Guerra Mondiale, soli neri e svastiche d’ordinanza. In questo contesto, le stesse identiche simbologie non sono un pericolo, ma ‘folclore patriottico’ o, al massimo, ‘complesse sfumature storiche’. Finanziare queste forze con miliardi di euro in armamenti diventa così l’atto più antifascista dell’era moderna. Resta solo un dubbio per i politologi del futuro: se la storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia e la seconda come farsa, in quale categoria rientra un antifascismo europeo e filo-Nato che finanzia i veri nazisti che risiedono a Kiev, per paura che le colombe tedesche tratteggiate di nero vincano le elezioni?” Gianni Toffali