

Dalla Regione 3,55 milioni per porti e filiera ittica.
Per sostenere il settore della pesca e dell’acquacoltura, che sta vivendo una crisi senza precedenti, la Regione del Veneto mette a disposizione 3,55 milioni di euro – nell’ambito del Programma Feampa 2021-2027 – per il miglioramento delle infrastrutture portuali e per il rafforzamento della trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici. Nel dettaglio 2,8 milioni sono destinati agli investimenti nei porti pescherecci e nei luoghi di ormeggio e di sbarco, mentre ulteriori 750.000 euro sosterranno interventi per la competitività delle imprese della filiera ittica e per la transizione energetica. «Con questo importante stanziamento – dichiara l’assessore regionale alla pesca Dario Bond – vogliamo dare risposta a un comparto che rappresenta una delle eccellenze produttive dell’Alto Adriatico e che negli ultimi anni è stato messo a dura prova da una serie di emergenze ambientali, economiche e normative». Il provvedimento arriva in una fase particolarmente delicata per la pesca veneta, gravata dagli effetti del cambiamento climatico, dall’invasione del granchio blu, dalla diffusione delle mucillagini e dall’aumento delle temperature marine che hanno compromesso gli equilibri biologici dell’Adriatico. Secondo i dati emersi nei tavoli istituzionali promossi dalla Regione, dalla fine del 2023 si registra un calo significativo e persistente del numero di imprese della pesca professionale e dell’acquacoltura, mentre il comparto della pesca alle vongole vive una situazione senza precedenti.