

Dal 26° al 22° posto in un anno
Verona passa dal 26º posto dell’anno scorso al 22º di quest’anno in una classifica in cui sarebbe preferibile vedere un calo. L’edizione del 16 settembre de ‘Il Sole 24 Ore’ ha pubblicato l’Indice della Criminalità, basato sui dati raccolti dalla banca dati interforze del dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno. Le statistiche, aggiornate al 2023, mostrano un incremento dei reati denunciati non solo rispetto agli anni della pandemia, ma anche rispetto al 2019, l’ultimo anno pre-Covid. La provincia di Verona si trova al 22º posto in Italia e al secondo posto in Veneto per numero di denunce ogni 100.000 abitanti. Venezia guida la classifica regionale, piazzandosi al 9º posto a livello nazionale, con 4.825 reati denunciati ogni 100.000 abitanti.
LA PANORAMICA
Nel 2023, nella provincia di Verona sono stati registrati 36.259 reati, ovvero circa 3.910 ogni 100.000 abitanti. Le altre province del Veneto si collocano più in basso: Padova è al 40º posto, seguita da Rovigo (56ª), Vicenza (59ª), Belluno (98ª) e Treviso (104ª). A livello nazionale, c’è una tendenza all’aumento dei reati rispetto al periodo pre-pandemico, anche se nel 2024 sembra esserci una leggera diminuzione rispetto all’anno precedente. La provincia con il più alto numero di reati ogni 100.000 abitanti è Milano, seguita da Roma. La top ten è completata da Firenze, Rimini, Torino, Bologna, Prato, Imperia, Venezia e Livorno. La classifica generale è basata sul rapporto tra il numero di denunce e la popolazione residente. L’Indice pubblicato da ‘Il Sole 24 Ore’ offre un quadro dettagliato, consentendo di esaminare la posizione delle singole province e le variazioni rispetto all’anno precedente per ogni tipo di reato. La posizione di Verona è peggiorata in diversi reati, tra cui omicidi volontari, tentati omicidi, omicidi colposi, violenze sessuali, sfruttamento della prostituzione, pornografia minorile, furti, rapine e truffe. Tuttavia, la provincia ha registrato un miglioramento (quindi un posizionamento più basso) in reati come minacce, percosse, lesioni, danneggiamenti, estorsioni e incendi.
IL COMMENTO DALL’AMMINISTRAZIONE
A commentare i dati l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi. “Per un’analisi del dato dobbiamo considerare innanzitutto che Verona è tra le prime cinque città per flusso turistico. Se potessimo quindi rapportare il numero di denunce nel Comune di Verona rispetto al numero di presenze determinate dai sempre più numerosi visitatori che ogni anni arrivano in città aggiungendosi ai residenti, avremmo una percentuale di reati ampiamente diversa e ridotta – premette l’assessora Zivelonghi-. Detto ciò, i dati riportati nella Classifica non ci sorprendono ed è proprio la piena consapevolezza di questo tema che ci induce da tempo a chiedere maggiori risorse in tema di presidi da parte delle Forze dell’ordine ma soprattutto di maggiori risorse per le attività della Polizia locale. Infatti, i reati maggiormente denunciati si confermano i furti, le truffe e le frodi e i danneggiamenti: i cosiddetti reati di strada – L’assessora fa poi un’altra riflessione -. Stiamo riscontrando che il maggior numero di denunce corrisponde ad una maggiore sensibilizzazione e a un maggior senso civico, quindi vogliamo leggere questo dato come un segnale di maggior consapevolezza e maggior fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini nel momento in cui denunciano. Più che il dato in assoluto ci interessa il trend che indica un aumento se pur lieve dei reati – prosegue Zivelonghi -, ed è ben per questo che l’Amministrazione sta lavorando da sempre a strettissimo contatto con Questura e Forze dell’ordine per le opportune azioni rispetto a questi fenomeni. Il fatto che siano state chieste più risorse è cruciale ed è esattamente questo che abbiamo rappresentato al Ministro Piantedosi nell’incontro che abbiamo avuto a Roma con il sindaco Damiano Tommasi qualche mese fa”.