

Non solo fumo, i mozziconi minacciano ambiente e salute.
Non è solo il fumo a fare male. Anche ciò che resta dopo una sigaretta, se abbandonato nell’ambiente, continua a produrre danni: rilascia sostanze chimiche, metalli pesanti e microplastiche, contamina suolo e acqua e può entrare nella catena alimentare. In occasione della Giornata mondiale senza tabacco, celebrata domenica 31 maggio per sensibilizzare sui danni del fumo alla salute umana, torna al centro anche l’impatto ambientale dei mozziconi di sigaretta, uno dei rifiuti più diffusi e sottovalutati nelle città, sulle spiagge, nei parchi e nei corsi d’acqua. Proprio per accendere i riflettori su questo problema, il 6 e 7 giugno Plastic Free Onlus promuoverà in tutta Italia una grande mobilitazione nazionale dedicata alla raccolta dei mozziconi, con migliaia di volontari attesi in piazze, spiagge, parchi e aree verdi. Il claim scelto è ‘Il pianeta non è un portacenere’. Molti cittadini ignorano, infatti, che i filtri delle sigarette non siano fatti di cotone, ma di acetato di cellulosa, una plastica sintetica che può impiegare oltre dieci anni per degradarsi, frammentandosi progressivamente in micro e nanoplastiche invisibili. Ogni anno nel mondo vengono dispersi circa 4,5 trilioni di mozziconi, mentre in Italia si consumano oltre 70 miliardi di sigarette l’anno. Una parte consistente dei filtri finisce su strade, marciapiedi, tombini, spiagge e corsi d’acqua. Un singolo mozzicone può contaminare fino a 500 litri d’acqua, rilasciando metalli pesanti e sostanze tossiche altamente dannose per gli ecosistemi acquatici.