

Marzo 2016, Idomeni. La frontiera tra Grecia e Macedonia del Nord si chiude e migliaia di persone restano bloccate nel fango di un campo improvvisato. È lì che è nata One Bridge To–, dieci anni fa.
Da allora abbiamo imparato che ogni frontiera che si chiude apre, da qualche parte, un percorso: di chi cerca un’altra via, di chi resta a fianco, di chi prova a raccontare ciò che le istituzioni vorrebbero rimuovere. ‘Una frontiera che si chiude, un percorso che si apre è il claim’ del nostro decennale, e attraversa anche la Giornata Mondiale del Rifugiato 2026 a Verona. Dal 12 al 21 giugno, due settimane di cinema, teatro, dialoghi, laboratori e incontri con chi sta sulla frontiera oggi. Per fare memoria di ciò che è stato rimosso, leggere il presente, dal Patto UE su migrazione e asilo alle periferie delle nostre città, e tenere aperti i percorsi che le frontiere vorrebbero chiudere. Il programma della GMR 2026 si svolge tra Forte Sofia, il Community Center di Verona e l’Università di Verona.