

Strage di raccolti e infrastrutture compromesse.
Nelle ultime ore, una tremenda combinazione di correnti fredde e instabili provenienti da ovest ha scatenato celle temporalesche di inaudita violenza sull’intero territorio veronese a macchia di leopardo. Piogge torrenziali, grandinate devastanti e fortissime raffiche di vento hanno inizialmente flagellato le zone montane e pedemontane settentrionali, per poi abbattersi con furia cieca sulle pianure. Il bilancio è drammatico: si registrano danni ingentissimi sia alle colture in pieno campo sia alle strutture agricole aziendali nelle zone di Oppeano, Isola Rizza, Ronco e in generale nella Bassa Veronese con Legnago, Cerea, Roverchiara e Bonavigo, ma anche nel territorio di Sona. L’agricoltura veronese si trova in una fase fenologica delicatissima, con le piante nel pieno del loro sviluppo e i frutti estivi pronti per la raccolta. In questo contesto, la grandine, accompagnata da costanti e violente raffiche di vento, rappresenta la minaccia peggiore in assoluto: la combinazione di questi elementi ha provocato la caduta precoce dei frutti (accasciamento) e il grave danneggiamento di alcuni frutteti a mele e kiwi. Le profonde ammaccature causate dai chicchi di ghiaccio compromettono irrimediabilmente la commercializzazione della frutta fresca, azzerando mesi di investimenti e lavoro.